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Seijiro Murayama, Ronit Ziv e "Drammaturgie Sonore": i workshop di Electro Camp festival 2016

Penulis : Alessandra Trevisan on venerdì 29 luglio 2016 | 09:29

venerdì 29 luglio 2016

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LIVE ARTS CULTURES 
Evento: ELECTRO CAMP 4 - International Platform for New Sounds & Dance
Quando: WORKSHOP 9 - 11 settembre
Dove: Forte Marghera, Venezia - Mestre

WORKSHOP ON DANCE
Ronit Ziv: Cassandra and other Matters. From dramatic texts to choreography

TEMA DEL WORKSHOP
In questo workshop si esamineranno i modi attraverso cui un’immagine fisica è influenzata da un testo drammatico. Lavorando sul testo di Eschilo, si cercherà di identificare dove testo e movimento si sovrappongono. Curiosamente, questo progetto mette in scena il solo personaggio di Cassandra, ma il casting integra uomini e donne che si muoveranno alternativamente al personaggio, e tenteranno di “diventare” il personaggio. Il workshop consisterà in un warm up fisico e di movimento, ma anche in un esperimento di gruppo e nel coaching individuale. L’intenzione principale del lavoro sta nel fornire una piattaforma d’incontro professionale e di scambio nel campo della danza Contemporanea e della performance.

A CHI SI RIVOLGE Ronit sta cercando 15 partecipanti nel campo della danza contemporanea e della performance. Si concluderà domenica 11 settembre con un esito pubblico.

DATE E ORARI 9 - 11 settembre. Orario: 11.00 – 17.00 con pausa pranzo

COME ISCRIVERSI
Inviare entro il 18 agosto a info@liveartscultures.org: - Curriculum in lingua INGLESE (graditi anche link a video) - Indicare nell'oggetto della mail "Ronit Ziv - Workshop"

COSTO 150 € (formazione + vitto)

ALTRE FACILITAZIONI Possibilità di alloggio in strutture convenzionate
Partecipazione gratuita al seminario “Drammaturgie sonore: spettacoli, installazioni, video” condotto da Valentina Valentini e Walter Paradiso (8, 9 e 10 settembre, ore 17.30-19.30)

RONIT ZIV
Innovatrice nell’ambito della danza sin dal 1998, Ronit Ziv scopre la sua tecnica in un approccio cinestetico al movimento e all’improvvisazione, creando uno spostamento nel suo stile coreografico. È fedele a un approccio d’esplorazione del movimento e delle sue fonti, con l’obiettivo di cercare l’autenticità del gesto. Il suo approccio radicale e significante è basato sul trasferimento tra testo e coreografia, immaginando una pratica quotidiana, con l’analisi del gesto del contesto vissuto. Ronit ha fondato il suo primo posto nella danza israeliana con il primo lavoro, “Rose can’t wait”, che ha vinto il primo premio Suzanne Dellal Shades in Dance competition nel ‘99, e alla Jerusalem Academy of Music and Dance Choreography Competition. “Rose can’t wait” è stato invitato al Pina Bausch Festival e ad essere portato in scena dalla Galili Dance Company. Ha lavorato come coreografa indipendente e ha dato il suo apporto creativo a numerose compagnie, incluse Bat - sheva Ensemble CNDC l'esquisse, Campania Instavel Galili Dance in Olanda e altre. Oltre al suo lavoro di coreografa e danzatrice, Ronit Ziv è una docente riconosciuta attraverso i suoi workshop innovativi e le masterclass che tiene, in giro per il mondo, da oltre vent’anni: alla UCLA, in Italia, Portogallo, Germania e Francia. Nel 1999, Ronit Ziv ha fondato la sua compagnia a Tel-Aviv. Tra le artiste/coreografe più importanti della sua generazione, ha creato 15 lavori dalla fondazione del Ronit Ziv Ensemble, partecipando a 20 produzioni e più, ed è stata co-direttore artistico al Curtain Up Festival - Suzanne Dellal di Tel-Aviv, città in cui ha ottenuto una laurea in “ricerca nell’ambito delle performance arts”. Ha studiato teatro alla Beit-Zvi Academy of Performing Arts. Ha vinto nel 2002 e 2005 il Premio del Ministero della Cultura del suo paese per giovani coregorafi. A oggi, prosegue nell’implementare incontri artistici e scambi dinamici, collaborando con numerosi coreografi internazionali e artisti di discipline differenti in Israele ed Europa.

Lista di ispirazioni: Vita quotidiana/Una passeggiata in città/Guidare tardi la note/Storie d’amore/ Ascoltare/Leggere/Teorie psicologiche/Progetto di scambio/Il deserto/Intimità/Ridere/Piangere/Vita

*

WORKSHOP ON SOUND: https://goo.gl/AwLj5r
Seijiro Murayama: Pratiche collettive con l'uso della voce, del corpo e manipolazione di oggetti

TEMA DEL WORKSHOP
I partecipanti lavoreranno insieme usando la loro voce, i movimenti del corpo, e la manipolazione di oggetti. Gli esercizi saranno applicati a ogni specifico campo d’interesse (musica, recitazione, danza, etc.). L’azione dell’ascolto, nelle sue diverse possibilità, sarà un aspetto nodale del workshop. Seijiro è un percussionista il cui lavoro principale si concentra sull’improvvisazione non idiomatica, sulla composizione elettroacustica e sulla collaborazione fra differenti discipline.

A CHI SI RIVOLGE
Questo workshop è aperto ad artisti (musicisti, ricercatori, attori, danzatori e altri soggetti) interessati all’improvvisazione.

DATE E ORARI 9 - 11 settembre. Orario: 10.00 – 16.00 con pausa pranzo

COME ISCRIVERSI
Inviare la propria candidatura entro il 1° settembre a info@liveartscultures.org: - Indicare nell'oggetto della mail "Seijiro Murayama - Workshop" COSTO 150 € (formazione + vitto)
ALTRE FACILITAZIONI
Possibilità di alloggio in strutture convenzionate
Partecipazione gratuita al seminario “Drammaturgie sonore: spettacoli, installazioni, video” condotto da Valentina Valentini e Walter Paradiso (8, 9 e 10 settembre, ore 17.30-19.30)

SEIJIRO MURAYAMA
Percussionista, batterista, Seijiro Murayama lavora in Francia dal 1999, dopo più di vent’anni spesi nell’ambito della musica improvvisata. Il suo lavoro è per lo più focalizzato sull’unione fra la musica e altre arti, come la danza (Catherine Diverrès), video (Olivier Galloni), pittura (Francesco Bidault), fotografia (Purpose.fr), letteratura e filosofia (Jean-Luc Nancy, Ray Brassier) performance (Diego Charny), etc. A fianco di questi progetti plurali, lavora anche con il suono puro (Jean-Luc Guionnet, Axel Dörner, Blechmann Tim Seymour Wright, Toshiya Tsunoda). L’improvvisazione è il suo interesse principale, anche se non segue questa traccia durante le sue performance in pubblico. Il suo approccio è basato sull’attenzione rivolta a spazi e luoghi, all’energia del pubblico, al silenzio nelle sue differenti qualità (fisico, sociale, ontologico). Seijiro ha studiato la problematicità esistente fra idiomatico e non idiomatico – “Idiomi e idioti” (con Jean-Luc Guionnet, Mattin, Ray Brassier 2009). Nel 2016 è stato artista in residenza a Villa Kujyoyama, Kyoto, con Didier Aschour.


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LIVE ARTS CULTURES
Evento: ELECTRO CAMP 4 - International Platform for New Sounds & Dance
Quando: SEMINARIO 8 - 10 settembre
Dove: Forte Marghera, Venezia - Mestre

SEMINARIO: https://goo.gl/P9AEdj
Valentina Valentini e Walter Paradiso: Drammaturgie sonore: spettacoli, installazioni, video

TEMA DEL SEMINARIO
La scrittura dei suoni è una scrittura che rimane sempre guidata dall’oblio di ciò che raccoglie. Questo perché niente di quanto viene scritto su ciò che si è udito arriva ad essere acquisito una volta per tutte. Ciò che la scrittura vuole trasmettere si misura costantemente con il rischio dell’incertezza, della fragilità di quel fenomeno che è l’ascolto, quanto quello della fugacità di qualsiasi messaggio veicolato dal suono. La difficoltà aumenta nei casi di spettacoli di danza o teatrali e di installazioni audiovisuali,che sono i campi che si intende indagare, utilizzando contributi metodologici interdisciplinari . L’intento è quello di riformulare una mappa, e anche più di una, di concetti, regole, campi applicativi, per potersi muovere in quelle che sono i percorsi del suono. Se ne possono conoscere gli aspetti fisici, gli andamenti nello spazio, la strumentazione, e le varie forme musicali. Il seminario si basa sull’ascolto e l’analisi di un variegato repertorio di drammaturgie sonore che includono figure vocali ( il silenzio, il grido, il gesto sonoro, le voci acusmatiche, gli scarabocchi fonetici...); il rapporto fra suono e azione (movimento e immobilità, azione singola e di gruppo); fra suono e immagine in movimento.

CASI DI STUDIO
The Refusal of Time di William Kentridge
Five horizons di Ryochi Kurokawa
Spettacoli: Alvis Hermanis, The Sound of Silence (2008) Viaggio al termine della notte, Socìetas Raffaello Sanzio

A CHI SI RIVOLGE
Il seminario è aperto ad artisti, studiosi, ricercatori, curiosi

DATE E ORARI 8 - 10 settembre. Orario: 17.30 – 19.30

COME ISCRIVERSI
Inviare la richiesta di partecipazione entro il 1° settembre a info@liveartscultures.org. Indicare nell'oggetto della mail "Valentini Paradiso - Seminario"

COSTO 20 €

VALENTINA VALENTINI
Insegna arti performative e arti elettroniche e digitali, Sapienza, Università di Roma. Ha dedicato vari studi storici e teorici al teatro del Novecento: "Nuovo teatro Made in Italy" (Bulzoni 2015), "Drammaturgie sonore" (Bulzoni 2012), "Mondi, corpi, materie. Teatri del secondo Novecento" (Mondadori 2007), "Dopo il teatro moderno" (Politi 1989), "Il poema visibile. Le prime messe in scena delle tragedie di Gabriele D’Annunzio" (Bulzoni 1993), "La tragedia moderna e mediterranea" (Angeli, 1991); alle interferenze fra teatro e nuovi media ("Teatro in immagine", Bulzoni 1987) e alle arti elettroniche ("Medium senza Medium," Bulzoni 2015; "Le pratiche e Le storie del video", Bulzoni 2003). Pubblica su riviste nazionali e internazionali (Performance Research, PAJ, Biblioteca Teatrale, Close Up, Imago). Ha diretto il Centro Teatro Ateneo, centro di ricerca sullo spettacolo, Sapienza, Università di Roma dal 2011 al 2015.

WALTER PARADISO Artista e PhD. Lavora con il video e con il suono, attraverso una ricerca che recupera la dimensione narrativa nei territori delle arti elettroniche e performative. Un racconto che si costruisce attraverso l’attraversamento di luoghi arcaici reinseriti nella sfera del quotidiano e la voce narrante del corpo dei danzatori.
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Esce nuovamente per El Gallo Rojo Records il terzo album dell’avventuroso sestetto JÜMP THE SHARK

Penulis : Alessandra Trevisan on sabato 9 agosto 2014 | 12:21

sabato 9 agosto 2014



Esce nuovamente per El Gallo Rojo Records il terzo album dell’avventuroso sestetto JÜMP THE SHARK

Iuvenes Doom Sumus è ora disponibile su iTunes 

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Un progetto longevo (attivo dal 2008), spericolato ed estroso, questo è JÜMP THE SHARK, guidato dal sassofonista veneziano Piero Bittolo Bon, frequentatore durante la sua carriera di stili molto diversi, e in grado di sintetizzarli in una musica appassionata e vibrante, concentrata eppure libera.

Dopo il grande successo riscosso dai due album precedenti, editi da El Gallo Rojo Records esce in questi giorni per la stessa etichetta anche "IUVENES DOOM SUMUS", già disponibile su iTunes e sui maggiori portali di distribuzione digitale. Il cd in formato fisico sarà diffuso dai primi di settembre.
Questo disco è frutto di una campagna di crowdfunding lanciata a fine 2013 ed ha visto la partecipazione di ben 52 sostenitori; è altresì il risultato di un’ulteriore evoluzione della musica e dell'interplay del gruppo, meno votata al solismo e improntata invece all'integrazione di un approccio liquido alla rigidità della forma e della composizione, tutto questo senza sacrificare il più che umano bisogno di appoggiarsi qua e là ad una melodia da poter fischiettare.

Il sestetto è composto da alcuni tra i più creativi musicisti del jazz di oggi, che mantengono immutata la loro partecipazione: sono, oltre al leader Bittolo Bon (anche al clarinetto e al flauto), il vibrafonista Pasquale Mirra, il chitarrista Domenico Caliri, Danilo Gallo al contrabbasso, Federico Scettri alla batteria ed il trombonista e sousaphonista tedesco Gerhard Gschlössl.

Terreno fertile per la personale scrittura di ogni singolo componente di JÜMP THE SHARK è la cognizione che nasce dalla combinazione di due mondi sonori diametralmente opposti ma similmente acidi, ossia quelli creati dalla chitarra elettrica e dal vibrafono che si uniscono ad una sezione ritmica dalle mille sfaccettature, capace di ancorarsi anche a dei solidi groove. Questo consente ad una front-line a geometria variabile formata da ance e trombone/sousaphone di sfruttare appieno tutta la potenza di fuoco ritmica e melodica a propria disposizione.

Il gruppo si inoltra nelle maglie di una musica nervosa e ironica, ispirata in egual misura dal nuovo jazz e dalla musica improvvisata di Chicago e New York e dalle colonne sonore dei videogiochi degli anni '80. Nessuno dei sei, tuttavia, perde mai di vista la matrice free che li accomuna.

L'immagine di copertina di IUVENES DOOM SUMUS è stata realizzata da Dottor Pira, uno dei più visionari e dissacratori fumettisti italiani del momento, continuando la collaborazione iniziata nel 2011 col precedente album OHMLAUT.

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“Ornette e Dolphy i numi tutelari (perché il jazz è sempre e comunque storia), Henry Threadgill il padre putativo, Tim Berne l’imprescindibile pietra di paragone; New York all’orizzonte, Chicago dietro le spalle, Venezia tutt’intorno. La notizia - aprite bene le orecchie - è che il jazz italiano è vivo. Jump the shark and enjoy the trip!” (Luca Canini, Allaboutjazz.com)

“Sono i fiati abrasivi del sassofonista e clarinettista veneziano a guidare un gruppo iconoclasta per vocazione, ironico e adrenalinico, che reinterpreta con guizzi fulminanti il significato della parola avanguardia” (Luciano Vanni, JAZZiT Magazine)

“Il loro è un “jazz moderno” che vira spesso in territori ‘rock’ con un’attitudine avant-garde, dal sound similare a quello di Lucien Dubuis & The Spacetet; una musica piuttosto evocativa.” (wonderingsound.com)

“Instabile, curiosa, scattante.
La formula Bittolo Bon, è un notturno, indaffarato via vai.
Fra apparizioni sconcertanti di bizzarri personaggi, frenetici passi di danza, cocktail multicolori e calorosi slanci, randello in mano (sorridendo però).
Un elastico spesso e teso, sempre pronto a schiaffeggiarti il naso, ogni volta che le dita cedono.” (Marco Carcasi, Kathodik)

“Bittolo Bon composes songs which are complex yet playful and constantly shift in tempo as well as in construction. He keeps his players on their toes by switching direction and adding another layer of interaction when we least expect it. In most ways this is progressive music with a sense of humor, inventive without taking itself too seriously. This music is filled with surprising twists and turns...the more I listen, the more the inventive interconnections become more apparent” (Bruce Lee Gallanter, Downtown Music Gallery)



PIERO BITTOLO BON JÜMP THE SHARK
Iuvenes Doom Sumus (El Gallo Rojo, 2014) 

Piero Bittolo Bon | alto sax, alto clarinets, flute
Gerhard Gschlössl | trombone, sousaphone
Pasquale Mirra | vibes
Domenico Caliri | electric and acoustic guitar
Danilo Gallo | double bass, electric bass
Federico Scettri | drums


Contatti:
ropie@hotmail.com


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Il 30 marzo a Venezia CREI, il nuovo ensemble fondato dal sassofonista Nicola Fazzini debutta al MusiCaFoscari Jazz Fest

Penulis : Alessandra Trevisan on giovedì 20 marzo 2014 | 03:55

giovedì 20 marzo 2014


Una grande attenzione alla contemporaneità, all’innovazione e alla ‘costruzione’ musicale: sono questi alcuni tra i caratteri diCREI (Composizione, Ricerca e Improvvisazione) neonato ensemble a geometria variabile, fondato e diretto dal sassofonista Nicola Fazzini in collaborazione con il progetto MusiCafoscari dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e l’etichetta musicale nusica.org, che vede una nutrita front-line di strumenti a fiato e una vigorosa sezione ritmica a ‘creare’ (come già dice il nome) un suono che evoca sì il jazz ma che ha l'ambizione di rappresentare e interpretare il luogo, il tempo e la realtà in cui viviamo e in cui siamo quotidianamente immersi.
Il gruppo è formato da alcuni tra i migliori e caparbi esecutori e compositori del Nordest Italia ossia, Ettore Martin al sax tenore, Gianluca Carollo e Daniele Goldoni alla tromba, Federico Pierantoni al trombone, Alberto Prandina al corno, Glauco Benedetti alla tuba, Saverio Tasca al vibrafono, Alessandro Fedrigo al basso elettrico e Luca Colussi alla batteria.
Questa formazione esordirà domenica 30 marzo (ore 21.00) presso il Teatro Ca’ Foscari Santa Marta di Venezia(Dorsoduro 2137), nell’ambito e a chiusura della seconda edizione del MusiCaFoscari Jazz Fest, una tre giorni di concerti gratuiti dentro e attorno al jazz e alla musica d’improvvisazione contemporanei.

CREI si propone di divenire un laboratorio open content di nuove idee musicali, in cui l'aspetto compositivo riveste importanza capitale: la musica è originale e innovativa, composta da Nicola Fazzini, Alessandro Fedrigo, Ettore Martin e Federico Pierantoni, e si muove nel solco del cambiamento e dell’eccentricità che contraddistinguono la più recente musica di ricerca contemporanea senza vincoli di genere o stile.
Questo ensemble ha nel proprio dna la ‘vocazione allo sviluppo’ in network di progetti anche multidisciplinari, mettendo in contatto musicisti professionisti e studenti di talento, in un’ottica di strategia culturale che tenta di incidere sul territorio partendo dalle possibilità più ampie di condivisione, aspetto a volte sottovalutato anche da artisti di grande livello. CREI interviene e partecipa sulle piattaforme più frequentate dal nuovo pubblico del web, ossia i social network, e interagisce infine con i luoghi dell’eccellenza formativa.


Domenica 30 marzo, ore 21.00
Teatro Ca’ Foscari S. Marta (Dorsoduro, 2137)
nell’ambito di MusiCaFoscari Jazz Fest
Ingresso libero e gratuito

CREI ENSEMBLE
Nicola Fazzini, sax alto e soprano, direzione
Ettore Martin, sax tenore
Gianluca Carollo, Daniele Goldoni, tromba
Federico Pierantoni, trombone
Alberto Prandina, corno
Glauco Benedetti, tuba
Saverio Tasca, vibrafono
Alessandro Fedrigo, basso elettrico
Luca Colussi, batteria

Contatti:

Uff. Stampa CREI
Alessandra Trevisan

*

Nicola Fazzini, sassofonista, classe 1970, è direttore della Scuola Thelonious Monk di Mira (VE) nonché docente presso la stessa, dove segue la classe di sax e il progetto big band. Dal 2011 è direttore artistico della rassegna “JAM Jazz A Mira”. Ha avviato negli anni molti progetti musicali originali, suonando tra l’Europa, gli USA e l’Asia; tra i più recenti e longevi vi sono il Nicola Fazzini Quartet con Riccardo Chiarion, Stefano Senni e Luca Colussi; il Try Trio con Gabriele Evangelista e Francesco Cusa; XYQuartet di cui è co-leader con il bassista Alessandro Fedrigo. http://www.nicolafazzini.com

Ettore Martin, sassofonista tenorista, classe 1961, nel ‘97 è stato tra i sei finalisti del "Premio Nazionale Massimo Urbani" di Urbisaglia (MC). Docente e apprezzato strumentista, ha suonato con Mauro Beggio, Paolo Birro, Massimo Manzi, e molti altri, ha alle spalle un’ampia produzione discografica a suo nome.

Gianluca Carollo, trombettista, ha all’attivo una proficua attività di docente e musicista, avendo collaborato con jazzisti di fama nazionale e internazionale quali
Carla Bley, Kenny Wheeler, Paolo Fresu, Franco D'Andrea, e molti altri. Tra i suoi più recenti progetti il duo “Crosswise” con Luca Garro al pianoforte e il Lester Brass Project, nutrito gruppo di strumentisti con all’attivo l’album “Brasstop”.

Daniele Goldoni è professore associato di Estetica presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia con, alle spalle, numerose pubblicazioni editoriali in ambito filosofico che concernono anche la musica nell’epoca dei nuovi media. Trombettista, direttore del MusiCafoscari Jazz Fest, è coordinatore nonché musicista dell’ensemble Elettrofoscari.

Federico Pierantoni, trombonista, classe 1989, ha collaborato negli anni con la Dams Jazz Orchestra di Teo Ciavarella, la Big Band del Conservatorio di Bologna, vincitrice nel settembre 2008 dell’Alma Jazz Fest, partecipando a premi e concorsi di importanza nazionale, suonando, tra gli altri anche con Dee Dee Brighwater. Attualmente fa parte della Tommaso Cappellato Orchestra di Padova e del Lester Brass Project.

Alberto Prandina, cornista attivo in ambito orchestrale classico e jazzistico, fa parte del Lester Brass Project.

Glauco Benedetti, classe 1987, da anni suona la tuba collaborando con enti lirici e sinfonici, coltivando altresì l’interesse per diverse altre tradizioni musicali: jazz, rock e pop. Ha suonato con, tra gli altri, Ada Montellanico, John De Leo, Piero Bittolo Bon, Marco Tamburini, Jovanotti.

Saverio Tasca, classe 1963, docente, compositore, vibrafonista e marimbista, da anni è impegnato nel campo della musica classica e del jazz, e come compositore è attivo anche in campo teatrale (ha lavorato tra gli altri con Marco Paolini). Ha collaborato con Naco, Franco D'Andrea, David Friedman, e molti altri; ha suonato con l'Orchestra del Teatro La Fenice, EnsemblePuntoIt, Krasnoyarsk Chamber Orchestra. È parte dell’XYQuartet di Nicola Fazzini e Alessandro Fedrigo.http://www.saveriotasca.com/

Alessandro Fedrigo, bassista, docente e compositore, classe 1970, è direttore artistico della rassegna trevigiana "Sile Jazz" e fondatore dell'etichetta musicale nusica.org. Negli anni ha avviato molti progetti originali e di notevole interesse, sconfinando nell’avanguardia e nella musica di ricerca; tra questi StandHard Trio con Silvia Donati, Alfonso Santimone e Gianni Bertoncini, Corde Alterne con Roberto gemo alle chitarre e con Nicola Fazzini l’XYQuartet da lui stesso co-fondato; dirige la Big Band UniPD, afferente all'università patavina. http://www.alessandrofedrigo.com/

Luca Colussi, classe 1978, nel 2010 ha vinto il premio “Luca Flores” come miglior solista al concorso “Barga Jazz”. Ha suonato negli anni con validissimi musicisti tra cui il pianista Glauco Venier, Fabrizio Bosso, Pietro Tonolo e molti altri. Ha lavorato in ambito letterario e teatrale, accompagnando moltissimi poeti stranieri e italiani tra i quali Amiri Baraka, Jack Hirschman, Roberto Carifi. È parte dell’XYQuartet di Nicola Fazzini e Alessandro Fedrigo.


***

Il festival, che si svolgerà dal 27 al 30 marzo, è organizzato da Università Ca’ Foscari di Venezia e Fondazione Università Ca’ Foscari in collaborazione con Ca’ Foscari Zattere CFZ, Teatro Fondamenta Nuove di Venezia e Scuola di Musica Thelonious Monk di Mira (VE) e vedrà protagonisti alcuni artisti del panorama internazionale in grado di offrire esperienze di qualità e di alto livello live. Tutti gli eventi sono ad ingresso libero e gratuito.

giovedì 27 marzo ore 18.00
CFZ_Ca’ Foscari Flow Zone
inaugurazione festival
Elettrofoscari
The George Septet 

venerdì 28 marzo ore 21.00
Teatro Ca’ Foscari S. Marta
Digital Primitives

sabato 29 marzo ore 21.00
Teatro Ca’ Foscari S. Marta
Myra Melford
“Snowy Egret”

domenica 30 marzo ore 17.30
CFZ_Ca’ Foscari Flow Zone
Ritratti in jazz
Presentazione del libro di Haruki Murakami e Makota Wada
a cura di Enrico Bettinello

domenica 30 marzo ore 21.00
Teatro Ca’ Foscari S. Marta
Ensemble CREI

Tutti gli eventi sono ad ingresso libero e gratuito.

MusiCaFoscari Jazz Fest

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