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Live Arts Cultures: un luogo per abitare la città, a Forte Marghera, Venezia-Mestre

Penulis : Alessandra Trevisan on lunedì 10 aprile 2017 | 05:41

lunedì 10 aprile 2017


Live Arts Cultures: un luogo per abitare la città

Una campagna di raccolta fondi per sostenere gli spazi di Live Arts Cultures e c32performingartsworkspace a Forte Marghera, Mestre. 
Un invito a partecipare ai mercoledì aperti di aprile, per conoscere un luogo dedicato alle arti performative. Due workshop tra suono e movimento a maggio.

L'associazione culturale Live Arts Cultures, con il sostegno della netlabel electronicgirls, riapre in questi giorni le porte al pubblico: lo fa invitando la città a conoscere i propri spazi e la propria storia, a portare qui idee e proposte, ogni mercoledì di aprile (12, 19 e 26 aprile) dalle 17 alle 21. 

Dal 2007 infatti, nel capannone 32 di Forte Marghera, si è avuta cura di un edificio in stato di abbandono trasformandolo in un luogo per le arti performative con il sostegno volontario dei soci. Quello che accoglieva un tempo la sezione officine dello storico forte militare è diventato uno spazio per la formazione e la produzione artistica di respiro internazionale; qui le attività caratterizzanti dell'associazione, l'interazione suono-movimento e la performance art, hanno trovato un luogo di lavoro adatto e accogliente. 

In questi stessi giorni, LAC ha lanciato una campagna di raccolta fondi a sostegno degli spazi in previsione di un adeguamento del pavimento e dell'impianto elettrico, un sostegno dal basso per rafforzare quella che potrà essere una "casa" per le arti performative dodici mesi l'anno. Il crowdfunding è ospitato dalla piattaforma crowdarts.eu, ed è accompagnato da un video cui hanno partecipato sostenitori e artisti che hanno vissuto lo spazio in questi anni, tra cui Cesare Ronconi e Mariangela Gualtieri, Vest&Page, Patrizia Mattioli, Davide Tidoni, Ronit Ziv e molti altri. 







A maggio ripartiranno anche le offerte formative di Live Arts Cultures. Saranno due gli appuntamenti rivolti a danzatori, performer, musicisti e sperimentatori, prime esperienze laboratoriali della stagione, condotti da Jasna Veličković, compositrice serba e inventrice di un particolare strumento musicale che sfrutta l'interazione tra campi magnetici e sonori, il Velicon (il 5-6-7 maggio) e da Marta Ciappina, danzatrice e didatta attiva all'interno della compagnia MK, gruppo di punta della scena contemporanea guidato da Michele Di Stefano, Leone d'Argento alla Biennale Danza di Venezia del 2014 (il 20 e 21 maggio).

Compositrice, musicista e creatrice, Jasna Veličković si interessa dal 2008 ai vari livelli d'interferenza tra campi magnetici e musica, esplorando la tecnologia e la sua influenza nel mondo dell'arte. Presenta un workshop finalizzato alla costruzione e alla pratica di uno strumento musicale particolare, di cui è inventrice: il Velicon. I partecipanti impareranno a usare i magneti come induttori e fonti sonore, facendo esperienza della natura mutevole e volatile dei suoni magnetici; saranno esplorate tecniche utili a comprendere il comportamento dei magneti e dei loro suoni. Il Velicon è un sistema adatto alle performance live e all'improvvisazione: dotato di un suono innovativo, puro e trasparente, la sua pratica coinvolge da vicino le relazioni suono-movimento. Nella sua forma attuale, lo strumento è stato sviluppato grazie al contributo di ingegneri come Kostantin Leonenko e Clare Gallagher all'interno di istituzioni come lo Studio for Electro-Instrumental Music di Amsterdam, la Gaudeamus Music Week di Utrecht, il Center for Interdisciplinary Research in Music Media and Technology di Montreal e il Centro de Cultura Digital di Mexico City.

Marta Ciappina presenta invece un workshop che diventa un singolare kit di training somatico ed intellettuale per “sopravvivere” sulla scena contemporanea con corpo vigile e mente brillante. Al centro della riflessione si ipotizzano l’apprezzamento di condizioni fisiche prismaticamente smontate e disponibili al cambiamento e un gioco combinatorio fra sistema ed istinto. Vengono assegnate istruzioni semplici, prive di contraddizioni e stratificate, il corpo viene scisso negli elementi costituenti, la logica del movimento è considerata virtù per ridefinire il corpo, la dialettica dispositivo per affinare ed espandere le composite fisicità del mover. Senza mai sottrarre lo sguardo dall'irreprensibilità del gesto, è dato valore a tattiche ed intuizioni private che mettano a punto una corporeità limpida, mai illustrativa, in cui domina un'attività pura che non dialoga con la maniera e la riproduzione di modelli. La pratica è connotata da una compiuta semplicità per lasciare spazio all'elaborazione libera di un'esperienza orientata intorno ad un assunto dichiarato e rendere omaggio a sapienza e perizie personali. Il laboratorio è dedicato a chi ha posto al centro della propria ricerca l'allenamento del pensiero, del corpo e dell'utopia. Sono aperte a tutti i performers poiché il metodo di lavoro si deposita su più strati, nell'ambizione di mettere il mover in condizione di estrinsecare le proprie abilità, affidando al singolo compiti adeguati e misurati. Il processo nel tempo desidera proteggere la prensilità del pensiero, trasformare i dati dell'esperienza e creare nuove acquisizioni sfibrate dell'inessenziale. 



Aperte le iscrizioni ai laboratori dedicati a suono e movimento:
5 - 7 Maggio \ workshop sul suono con Jasna Veličković
20 - 21 Maggio / workshop per movers con Marta Ciappina
C32 Performing Art Workspace
Forte Marghera, Via Forte Marghera - Venezia Mestre

Per tutte le informazioni che riguardano Live Arts Cultures: liveartscultures.org ; info@liveartscultures.org; 
Per info sul workshop con Jasna: electronicgirls.fest@gmail.com


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XYQuartet di Fazzini e Fedrigo lancia una campagna di crowdfunding via web, per sostenere la realizzazione del nuovo album

Penulis : Alessandra Trevisan on mercoledì 22 gennaio 2014 | 02:12

mercoledì 22 gennaio 2014


XYQuartet è un progetto ‘oltrejazzistico’ che nasce dalla ricerca di nuove strade compositive, attraversando i linguaggi della 'tradizione' ma prendendone al tempo stesso le distanze.

Il jazz ultraterrestre di XYQuartet è frutto dell'unione tra due identità artistiche e complementari, quelle del sassofonista Nicola Fazzini e del bassista Alessandro Fedrigo che creano, con il vibrafonista Saverio Tasca e il batterista Luca Colussi, una musica originale, entusiasmante e innovativa.
La X di Fazzini e la Y di Fedrigo, due approcci musicali e due idee, ma anche le due effe da cui nasce il primo album, “Idea F”, pubblicato dall’etichetta trevigiana nusica.org nel 2012 abbracciando «la filosofia dell'open content. Crediamo che la cultura debba scorrere liberamente e che i contenuti debbano essere accessibili a tutti. Per questo motivo la musica, le partiture e le idee sono disponibili sul sito di nusica.org.» l’incontro proficuo, tra due personalità che s’incastrano alla perfezione. Ad esso, segue un lungo tour e un successo di critica mentre il progetto continua ad evolvere.
Il quartetto si appresta ora a produrre il secondo album, dal titolo omonimo XYQuartet, e lancia una campagna di crowdfunding dal sito di nusica.org (http://www.nusica.org/it/news_05_crowdfunding.html) con diverse formule di sostegno aperte al pubblico. La campagna si chiuderà il 2 marzo 2014 presso Villa Memo Giordani a Quinto di Treviso, con un party di presentazione dell’album.

E se dietro ogni esperienza creativa c’è sempre una storia, una storia da raccontare e fatta per essere raccontata e, nel passato di Nicola e Alessandro, c’è il loro incontro al liceo negli anni Ottanta. Nicola, già onnivoro, ascolta di tutto, da Stravinskij ai Pink Floyd ma scopre il jazz grazie al nonno, ammiratore di Fred Astaire e Ginger Rodgers e acquista il primo sax; Alessandro invece, una notte alla tv, vede il concerto di Miles Davis live a Umbria Jazz ’86: non capisce nulla di quella musica ma ne resta impressionato e compra il primo basso. In una stanza polverosa e sgangherata con una stufa mal funzionante, il jazz diventa l’unico antidoto per combattere la noia della provincia: i due iniziano un percorso, tra centinaia di prove, lo studio degli standard, le primissime composizione e spericolati live con formazioni diverse. Capiscono da subito che tra loro c’è una forte alchimia e soprattutto complementarietà. Dopo il diploma però, le loro strade si dividono: Nicola si reca in Austria per affrontare il conservatorio dove scopre la musica di, tra gli altri, Lennie Tristano, fa un tour con Enrico Rava, mentre Alessandro si butta a capofitto nelle avanguardie.
Ma, si sa, non tutto è perduto, e ogni storia è fatta di andate e ritorni e colpi di scena. Nel 2011, dopo vent’anni, Nicola e Alessandro si ritrovano, ognuno con la propria esperienza sulle spalle. Nasce XYQuartet: due strumenti diversi, il sassofono e il basso acustico, per due ruoli diversi, quello di Fazzini in veste di 'chimico' e di Fedrigo, con il ruolo di 'tecnologo', entrambi con l’intento di sperimentare nuove formule compositive e improvvisative nel campo del jazz per evolvere questo ‘genere’ e sconfinare.

La musica di XY è scritta e provvista di profonda coerenza, omogeneità e originalità, in cui è forte la componente ritmica di ciascuno strumento. Essa muove fuori dalle stratificazioni di cui è fatta la musica contemporanea, alla ricerca di nuovi codici espressivi; ogni brano è un viaggio dentro una dimensione spazio-temporale, e suona in un altrove a-terrestre: «Per me questa è la musica sulle astronavi nello spazio», dice Fedrigo. Si tratta di una musica ripulita di orpelli, che nascono da operazioni combinatorie di sottrazione, e si presenta polimorfa ma sostanziale, frutto di una 'sintesi' che, utilizzando materie minime e funzionali, dà origine a composti ed elementi.
Per XYQuartet, impoverire la forma musicale è un'etica o deontologia dell'oltrejazz.


XYQuartet è
Nicola Fazzini (alto sax) - www.nicolafazzini.com
Alessandro Fedrigo (acustic bass guitar) - www.alessandrofedrigo.com
Saverio Tasca (vibraphone) - www.saveriotasca.com
Luca Colussi (drums) - www.lucacolussi.com

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